Sono già passati più di quarant’anni dall’inizio dell’avventura industriale di Pierre Saubot, storico fondatore della moderna Haulotte, specialista francese in macchinari e piattaforme di sollevamento. Era il 1984, infatti, quando l’imprenditore d’Oltralpe acquistò l’azienda Pinguely-Haulotte. Una scommessa che lui stesso non esita a ricordare come ‘folle’. Eppure impegno e audacia sono stati ampiamente ripagati nel corso degli anni, permettendogli di gettare le basi di un’azienda che sarebbe diventata uno dei più grandi attori globali nel campo del sollevamento.

“Ho investito tutti i miei risparmi in questa impresa, in un momento in cui l’industria francese stava attraversando una profonda crisi. Lanciare un’attività industriale con sede in Francia, nel mezzo di una tempesta economica, era oggettivamente irragionevole”, ha ribadito Pierre Saubot. “Ero appassionato di questa attività e conoscevo bene il team, essendo stato il loro concorrente. Con una sana dose di incoscienza semi-giovanile, mi sentivo in grado di affrontare qualsiasi sfida, prevista o imprevista”.

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Alexandre Saubot, il CEO del gruppo Haulotte

Haulotte, una storia di innovazioni

Pochi anni dopo la sua fondazione, ovvero a partire dagli anni anni ’90, Haulotte ha vissuto un’espansione folgorante, culminata nell’IPO (Initial Public Offering, la nostra offerta di obbligazione azionaria) del 1998. Una svolta importante, che ha consentito all’azienda di finanziare il suo sviluppo pur mantenendo la sua indipendenza.

“Tutti i consigli che ho ricevuto all’epoca erano sulla stessa linea: mantenere la maggioranza delle azioni. Era fondamentale dimostrare che avevamo ancora il controllo e che avevamo una visione a lungo termine”, ha spiegato Pierre Saubot. Questa volontà di preservare l’identità familiare dell’azienda ha guidato anche il passaggio di consegne al figlio Alexandre. Già nel 1999, Pierre pensava alla sua successione: “Mi sono detto che era giunto il momento di assicurare il futuro a lungo termine dell’azienda e di preparare una transizione senza intoppi”. Dopo una carriera progressiva all’interno del gruppo, Alexandre Saubot ha ufficialmente assunto la direzione dell’azienda nel 2004.

“Tutto è stato fatto per consentirmi di assumere gradualmente delle responsabilità. Mio padre mi ha prima messo a capo della finanza, poi ha lasciato che il personale si abituasse a vedermi prendere delle decisioni”, ha riconosciuto Alexandre Saubot, mettendo in evidenza il rigore e la chiarezza con cui è stato organizzato questo passaggio di testimone. Un intento chiaro, che ha permesso all’azienda di continuare il suo sviluppo senza intoppi, mantenendo una linea guida forte e una gestione coerente.

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I dipendenti del quartier generale francese del gruppo festeggiano il quarantesimo anniversario

Uno dei maggiori cambiamenti sotto la sua guida è stato il graduale rinnovamento dei team di gestione. “Molti dei collaboratori più stretti di mio padre sono andati in pensione durante questo periodo. Ciò mi ha permesso di mettere insieme un team allineato con la mia visione e le sfide future”, ha evidenziato.

E le trasformazioni proseguono anche oggi, alla luce delle sfide che il settore del sollevamento deve affrontare. Tra i punti chiave della strategia attuale l’elettrificazione, la transizione ecologica e la digitalizzazione (con l’intelligenza artificiale a giocare un ruolo ponderante). Il tutto alla luce dei nuovi trend dettati dall’ascesa della concorrenza cinese, con il mercato globale in continuo cambiamento. Di fronte a queste sfide, l’azienda continua a investire in R&S, con un approccio pragmatico e visionario.

In conclusione, Alexandre Saubot invia un forte messaggio a coloro che contribuiscono al successo di Haulotte: “Vorrei ringraziare sinceramente tutti i dipendenti e i partner che hanno preso parte a questa avventura. Il loro impegno e il loro talento sono la nostra più grande forza”.

“Non si può dire che sia stato facile durante i 20 anni in cui sono stato al timone. Ora è ancora più semplice”, ha concluso Pierre Saubot, con evidente orgoglio, ripercorrendo la carriera dei team e quella di suo figlio alla guida di Haulotte. “E ho una grande ammirazione per il modo in cui, con il vecchio team e con quello nuovo, Alexandre ha padroneggiato le cose. Con la stessa audacia e forse un po’ più di cautela di me. Con l’esperienza che ho acquisito, sono sbalordito da come stanno andando le cose, felicemente sbalordito”.

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